Avevo parlato in questo articolo della mia necessità di aprire dei manuali di scrittura e leggerli, cosa presto fatta. Di seguito c’è la recensione del primo.
A meno che non dica altrimenti, tutti i manuali sono presi su library.nu, che è un ottimo sito di ebook gratuiti, a patto che vi registriate (ce ne sono qualche centinaio di migliaia).
Il primo manuale che ho letto, e scaricato, è sulla trama, ovvero la struttura portante, o meglio la forza della storia.
Secondo Ronald Tobias, autore di 20 Master Plots and How to Build Them, storia e trama son due cose diverse, e riesce a spiegarlo e a convincere il lettore, con esempi molto ben fatti.
Il Libro è di 240 pagine ed è scritto in un inglese di medio livello, con alcuni termini piuttosto difficili, ma senza linguaggio tecnico particolare, il che lo rende accessibile a chiunque sappia leggere una pagina di wikipedia in inglese (a titolo di esempio).
Tutta la prima parte del volume è dedicata a spiegare cosa sia e cosa non sia una trama, sfatando alcuni luoghi comuni (come quelli sul numero “totale” di trame) e mostrando le correlazioni tra trama e personaggi, con alcuni schemini utili e molto intuitivi.
La seconda parte è quella più “pratica”, in cui Tobias mostra 20 trame classiche, dalla Quest alla Rivalità alla Scoperta all’Inseguimento, ciascuna con uno o due esempi celebri (Shakespeare, ad esempio, viene citato molto spesso). Ciascuna di queste schede ha poi in fondo una scaletta riassuntiva che riassume i consigli dati, e spesso sono le parti più utili di tutto il libro.

Una pagina del libro. Tobias fa molti riferimenti a testi famosi, come Romeo e Giuletta. In basso si vede la checklist riassuntiva.
In sostanza, il manuale è un valido aiuto per provare a pensare la trama in modo diverso (e devo dire che rifletterci su più come una forza che come uno scheletro aiuta parecchio), e forse è un suggerimento ancora più valido delle 20 trame “preconfezionate”; insomma è più utile per aprire la mente che per ottenere delle regole già fatte – e questo non fa che aumentarne il valore.
Per quanto mi riguarda, il manuale è stato un ottimo primo contatto con il mondo delle regole della scrittura – ho iniziato a vedere le cose in una diversa prospettiva, più meccanica ma anche più profonda, e in ultimo più utile.
Probabile che nei prossimi tempi mi eserciti su qualcuna di queste trame, con qualche racconto breve.
La prossima volta un manuale invece dell’altra forza motrice della storia: i personaggi.
P.S.
Da questo momento inizierò a scrivere i riassunti degli articoli da presentare nella home page, così da diminuire il tempo di visualizzazione della pagina, e da fornire uno sguardo più vasto e più rapido su Regola Per Sopravvivere, il blog amico dei caricamenti di pagine web. Se la cosa funziona, probabile che la estenda anche ad alcuni degli articoli precedenti.

Molto interessante l’idea di recensire qualche manuale in lingua inglese. Gli anglosassoni sono molto più pragmatici di noi nel trattare l’argomento, e lasciano da parte paroloni e concetti altisonanti che da noi sono di casa. Io mi ci dedico da qualche anno, e ne ho trovati parecchi di validi. Ne ho persino scritto uno… ma mi fermo prima di spammare!
Interessante che tu l’abbia fatto – per uso personale oppure anche con pubblicazione?
E non ti preoccupare di “spammare”, sono discorsi interessanti!
Tra l’altro benvenuta! – questo posto sta soffrendo un po’ di chiusura da qualche tempo, ma conto di fare pulizia in un po’…
Grazie del bevenuto!
Il mio manuale, “Per scrivere bisogna sporcarsi le mani” è uscito lo scorso ottobre, edito dalla Eremon. E’ un testo pensato per chi non si è mai avvicinato allo studio della scrittura, perciò sintetico e alla portata di tutti. Mi è venuta voglia di scrivere un manuale di questo genere perché 1) secondo me gli italiani se la tirano un po’ troppo quando si parla di scrittura, 2) perché nel mio viaggio di aspirante ho conosciuto in rete un sacco di gente convinta che studiare non serva a niente. Il che è un vero peccato. Io a studiare non rinuncerei per niente al mondo. 20 master plots non l’ho ancora letto. Sai cosa mi è sembrato ben fatto? Tutta la serie Write Great Fiction, della Writer’s Digest Books, con Plot & structure, Revision & self-editing, Description & setting, Dialogues… ma anche molti altri. Continuerò a seguirti, anzi penso di mettere il link al tuo blog nella pagina FB del manuale, se non ti dispiace (e se non dispiace all’editore!)
Sono onorato.
Quanto ai libri, posso senza dubbio consigliare, oltre a quelli citati negli articoli, The Fire in Fiction. Davvero davvero esemplare.
En passant, sul fatto di essere convinti che studiare non serva a niente, posso assicurare che è anche in inglese è pieno di gente che non si rende conto di quello che fa (o scrive).
Ciao, e spero di farmi risentire presto da queste pagine…