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Tanto per cambiare, discussioni interessanti sul Blog sull’Orlo del Mondo. Inauguro un trittico sulla lunghezza delle opere in narrativa, blogging e saggistica.
Qual’è la lunghezza giusta per un’opera di narrativa, nello specifico letteratura fantastica?
La questione è…complessa. Si va da racconti brevissimi, di una paginetta scarsa (Sentinella di Brown) a cicli infiniti ed infinitamente lunghi (dalla Fondazione di Asimov all’insopportabile La Ruota del Tempo di Jordan): quando avviene la demarcazione tra ciò che deve esserci nel romanzo e ciò che è brodo allungato?
La prima cosa che si pensa è lo scopo della narrazione: se viene pubblicata su cartaceo, specie nel settore fantastico, è capacissimo che venga spezzata in più parti, vuoi perché l’autore desidera creare un mondo variegato, vuoi perché la media dei lettori accetta qualunque cosa, purché abbia una grafica accattivante.
Ma questa non è la discriminante maggiore.
La cosa più importante è l’economia di lettura.
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