Dopo una lunga attesa causa esami (argh! una settimana senza post, bisogna rimediare!) vi propongo un singolare post a tema musicale. Engioi!

So poco o nulla a tema di metal, ma trovo che ci sia della roba buona.
Cercando.
Ed il campione è molto, molto vasto.
Tuttavia, l’altro giorno spulciando la rete per una ricerca di paleogeografia, ecco che mi ritrovo davanti un album della banda tedesca The Ocean: Precambrian.

La cover è semplicemente stupenda.
Le canzoni hanno ciascuna un titolo relativo alle prime ere geologiche, a partire dall’Adeano (circa 4,6 miliardi di anni fa) al Criogeniano (circa 635 milioni di anni fa).
Il tempo… il tempo percorso è qualcosa di inimmaginabile.
E la musica, il tono, le parole, seguono l’andamento delle ere geologiche: le prime 5 sono tutte con un sonoro estremamente duro, poi lentamente fanno la loro comparsa parti orchestrali (e tre pezzi sinfonici).
Ascoltandole una dopo l’altra, anche senza concentrarsi sulle parole (inglesi, ma quasi sempre difficili di capire sotto lo strato di “groool” che le ricopre…) pare di avvertire il passaggio degli eoni, le forze che hanno modellato la terra e l’hanno resa un posto in cui la vita potesse diversificarsi.
Di avvertire la solitudine di chi avesse osservato la terra in quei tempi.
Un’enorme sfera di roccia fusa che girava nello spazio.
Raffreddandosi.
Riempendosi d’acqua.
Mentre le molecole giocavano tra loro, combinandosi in modi diversi e mai visti prima, e gli oceani si aprivano e chiudevano.
I continenti sorgevano come ossa scorte sotto pelle sottile e vecchia.
Sotto un cielo nero ed orbo.
O un sole giovane e livido.
L’indifferenza delle
Stelle che graffiano e il rombo dei
Vulcani che vomitano.
Per giorni,
e settimane,
e mesi,
e anni,
e tanto che anche gli anni non ricordano loro stessi.
Ruota nel cielo.
Cieco e muto
e
Solo.

E,
questo, solo con le musiche.
Poi, uno legge i testi.
E allora comprende davvero che, sì.
Bisogna andarsela a cercare.
Ma nel metal c’è roba buona.
Molto.

P.S.: mi scuso per non aver potuto caricare le musiche direttamente nel blog, ma a quanto pare wordpress considera queste canzoni come criminali:

Quindi, ciccia.
Inoltre, mi scuso per la mia incapacità di anche soltanto avvicinarmi a mostrare il senso del tempo che queste canzoni riescono a trasmettere.
Ma penso che sia più una questione dell’incredibile lunghezza del periodo più che della mia mancanza di abilità.
Quando il tempo tende all’infinito, l’abilità umana tende a zero…

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