Ultimamente i film che vedo mi suscitano delle riflessioni interessanti.

L’ultimo è stato Wall Street, di un Oliver Stone parecchio sottotono. In varie scene del film, le bolle speculative vengono mostrate come una successione di comunicazioni tra i vari brokers, in un crescendo di informazioni false costruite su quelle precedenti.
In sintesi, informazioni (vere o false) costruite su cenni di informazioni precedenti, senza nessuna possibilità di verificarle. Proprio dal rischio di perdita conseguente, si genera una corsa al rialzo che è il motore delle speculazioni.
Ovvero di buona parte dell’attività finanziaria, in tutto il mondo.

Cosa succederebbe, invece, se le illazioni su cui si basano le speculazioni fossero verificabili?


Ed in qualunque momento? Se, insomma, il Principio di Memoria venisse applicato anche in economia?
Le bolle speculative si fermerebbero, e con esse le fluttuazioni così pesanti del mercato. Ma oltre a queste conseguenze immediate, le ricadute sarebbero inimmaginabili (almeno per me, che non mi intendo certo di mercato et similia); probabilmente, l’intera macchina della finanza si fermerebbe, poiché essa basa molto della propria forza sull’incerto, sulla probabilità e sulla menzogna.
E questo soltanto grazie all’applicazione di uno degli effetti più blandi della Singolarità: la verificabilità in ogni momento di una qualsiasi informazione.

Cosa resta della speculazione, dei titoli tossici, delle fluttuazioni, delle scalate, dello spionaggio industriale, in un'economia in cui vale il Principio di Memoria?

Quello che è sicuro, è che il mutamento della reperibilità dell’informazione aumenta in maniera assai superiore rispetto alla capacità dell’economia di inglobarlo e di adattarvisi.
C’è una sorta di curiosa ironia in tutto questo. Dopotutto, il mutamento accelerante ha cominciato a diventare apprezzabile soltanto con la Rivoluzione Industriale e con l’avvento del Capitalismo, che richiede sempre un miglioramento dei mezzi di produzione e quindi delle tecnologie legate ad esso.
Possibile che lo sviluppo tecnologico dei prossimi anni sommerga il Capitalismo così come lo conosciamo, mutandone le strutture in maniera irriconoscibile, e tutto proprio a causa dello stesso gioco di rincaro tecnologico che ne è alla base?

Questo è certamente un articolo con troppi link esterni e troppo poco serio per affrontare il problema.
Diamine, io sono troppo poco serio per affrontare il problema.
Ma la domanda resta affascinante.

Il Creative Commons sarà l'araldo di un post-comunismo Singolare?

Mi perdoni Sergio Ruffolo se lo contraddico, ma sembra che il Capitalismo abbia i decenni contati.
E perché no, forse anche gli anni.

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