Immaginate di trovarvi di fronte ad una banca, e di stare in una lunga fila di gente che sta ritirando i propri risparmi, sicura che la banca stia per fallire. Immaginate ora di trovarvi all’ultimo piano di quella stessa banca, nell’ufficio del direttore, che sta controllando le azioni come ogni mattina ed è pienamene soddisfatto: la banca è solida e lanciata verso un glorioso futuro.
Alla fine della fiera, la realtà del direttore si rivelerà più forte dell predizioni, false, sul fallimento della banca?
No.
Un atto simile è successo più volte, uno degli esempi più clamorosi durante la Grande Depressione, quando tutti credevano che le banche stessero per fallire. Infatti, fallivano.
Perché la predizione era falsa, ma nel momento in cui un sacco di gente ha iniziato ad agire come se essa fosse stata vera, le sue conseguenze si sono realizzate senza alcuna importanza per la sua verità.


Queste azioni di massa sono definite profezie auto-avveranti. Il fatto di conoscere una verità ed agire di conseguenza perché la si è provocata. Senza neppure saperlo, immaginando che dipenda invece da fattori esterni. Una caratteristica delle profezie auto-avveranti è che hanno bisogno di un certo numero di persone per realizzarsi, di una “massa critica”: raggiunto questo nucleo minimo, esse iniziano ad assumere una parte di verità. Essa porta più persone a credervi, le quali contribuscono a renderla ancora più “vera”. E così via, in maniera esponenziale.
In realtà, non è mai la profezia stessa ad avverarsi, ma lo sono le sue conseguenze.

Ora, immaginate un mondo in cui il progresso della comunicazione porti sempre più persone ad avvicinarsi tra loro, a far viaggiare le informazioni sempre più velocemente, in maniera che una qualunque affermazione si propaghi in una reazione a catena. Come la fissione nucleare.
Forse, alla fine questo processo potrebbe portare alla verificabilità in qualunque momento di una data informazione.
Ma questo dipende dalla volontà stessa di verifica. Che non è mai stata davvero molto diffusa. Mano a mano che la discrepanza tra numero di informazioni, loro facilità di reperimento, e la volontà di verifica diventa più ampia…

... quante informazioni potranno diventare profezie che si auto-avverano?

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