Negli ultimi anni, Hollywood ha tratto spesso dei film fantasy da libri o dalle teste degli sceneggiatori.
I risultati sono stati altalenanti.
Ma How to Train Your Dragon (HtTYD) è un esperimento riuscito.
La storia è tratta dai volumi della serie di libri omonima, e narra di un villaggio vichingo attaccato dai draghi; le cose cambiano con la nascita dell’amicizia tra un ragazzo (Hiccup) ed un drago.
Non è niente di originale, o di mai sentito, per carità.
Però ciò che mi ha affascinato è stato vedere il perché di quell’amicizia: nulla di magico o di particolare, soltanto il caso ed il desiderio di capire, di comprendere l’altro.

Hiccup non è un predestinato, non ha nulla a che fare con capacità straordinarie, non ha un destino da compiere.
Si tratta solo di un ragazzo che possiede sufficiente cervello da intuire che le cose non stanno come sembrano.

Posso tenerlo? Posso?

Anche il resto delle idee relative ai draghi (la struttura ad alveare, le molte specie diverse) contribuiscono a dare l’impressione che gli sceneggiatori siano riusciti a sviluppare parecchia carne su delle ossa vecchie. Forse parte del merito è dei libri, non lo so.
Resta il fatto che il film segue tutta una serie di cliché dall’inizio alla fine, e dopo i primi venti minuti si capisce già dove andrà a parare; capisco il target, capisco le esigenze di distribuzione, ma forse con un po’ più di coraggio si sarebbe fatto un film più interessante, che avrebbe potuto aggiungere qualcosa all’idea trita e ritrita ragazzo+drago+amicizia.
Pazienza.
How to Train Your Dragon rimane godibile, anche grazie ad una strepitosa colonna sonora, che riesce ad esaltare le scene, non solo ad accompagnarle. Complimenti a John Powell per lo straordinario lavoro.

Alcune parole sui personaggi più importanti del film, i draghi.
Da tempo, forse dall’inizio del secolo, il drago è stato ridicolizzato, sminuito, reso un trastullo, innocuo e bonaccione.
Personalmente, è una cosa che non sopporto. L’idea stessa di cavalcare un drago è aberrante. Come può un semplice umano permettersi di montare a sella la più nobile, antica e potente creatura del mondo? Il drago non è solo una bestia capace di sputare fuoco, più o meno grande. Il drago non ha solo poteri magici.
Il drago è il segno del caos, il drago ricorda che per quanto l’uomo possa crescere, il caos sarà sempre pronto ad attenderlo.
E a chiudere le proprie fauci su di lui.

Dannato antropocentrismo.

Annunci