Tanto per cambiare, l’articolo sui draghi sta prendendo più tempo del previsto.
Ne approfitto per una recensione a travaso di bile.

L’Apprendista Stregone, ultimo prodotto Disney a base di magia ed effetti speciali, dimostra un teorema di questi anni: Harry Potter ha il monopolio, il controllo totale ed assoluto del genere. Impossibile parlare di magia in maniera differente, impossibile trattarla se non attraverso gli schemi del maestro e dell’allievo, dell’apprendimento e dell’eroe solitario e prescelto.

Locandina di Sorcerer's Apprentice.

Il film, uscito questo anno, fa partire la sua storia dal… ciclo arturiano(di sicuro la Disney ha ridotto gli stipendi ai suoi sceneggiatori, e questo film è una specie di protesta sindacale. Altrimenti, non si spiega).

Dallo scontro tra Merlino e Morgana. La strega viene imprigionata in una matrioska (la cosa avviene nell’ottavo secolo. Il primo set completo di matrioske è del 1890. sigh.) e con lei altri suoi accoliti, chiamati Morganiani. Per fortuna, una adepta di Merlino (Monica Bellucci, la cui recitazione è da manuale – manuale di meccanica pesante) riesce ad attirare dentro di sé l’anima di Morgana e Salvare Il Mondo.

Seguono: uno stregone cupo e burbero ma dal cuore d’oro che si sacrifica per la propria amata. Un altro stregone, ex-buono, che tradisce perché il primo stregone gli ha fregato la fidanzata. Uno studente di fisica che è Merlino versione 2.0, solo più sfigato. Una biondina bonazza che lavora in una stazione radio ed è segretamente innamorata dello studente malaticcio e tisico (l’altra spiegazione è che abbiano fatto sceneggiare il film ad una classe di studenti di un liceo scientifico). Lo stregone buono che impara a mettere i propri modi da vecchio e ad abbracciare i Sani Valori Americani. Scontro epico tra Morgana e lo studente che la sconfigge con l’aiuto della fisica elettromagnetica. E perché c’ha i poteri.

No! Non andrai a vedere Sorcerer's Apprentice! Tu non esci di qui, capito?

Monica Bellucci che esce da una custodia di legno, unica sorpresa gradita del film.
Il Mondo Che Viene Salvato.
I titoli di coda ed il sospiro di sollievo.

Il film è piatto, limato come un tavolo da biliardo. i personaggi sono macchiette, sono ombre cinesi, fedeli fino in fondo ai propri ruoli e alle aspettative del pubblico: lo stregone burbero ma buono, lo studente sfigato ma che c’ha i poteri, la biondina acqua e sapone, l’ex amico traditore che tiene il muso per la ragazzina soffiata, la strega cattiva perché era cattiva. Il tutto condito con effetti speciali che non fanno che risaltare la pochezza di idee degli sceneggiatori. L’unica idea davvero interessante, la commistione di fisica e magia che davvero poteva portare a qualche idea entusiasmante, è sfruttata poco o nulla.

Richard Feynman, fisico, premio Nobel e suonatore di bongo, all'uscita della sala in cui proiettavano Sorcerer's Apprentice.

Certo, era un’idea rischiosa. Qualcuno ha mai pensato ad utilizzare, che so, E=mc^2? Ma si poteva rischiare. Si poteva.
L’altra cosa che ho trovato davvero fastidiosa del film è il tema del prescelto per diritto di nascita. Infatti, tutti i maghi traggono potere da un oggetto magico particolare; sembra sia così anche per lo studente tisico, ma nel momento topico… sorpresa! A lui non servono! Deus ex Machina come se piovesse. Evviva!

"Ah! Ah! Ah! Che filmaccio! E adesso andiamo a far saltare in aria un po' di barboni con le sfere al plasma, ti va?" "Eh! Eh! Figo, capo!"

In How to Train Your Dragon, (tanto per citare un esempio) una delle cose che avevo apprezzato era proprio il fatto che il protagonista ottenesse il drago non perché è prescelto, ma solo perché ha una grande sensibilità. Questo fatto, più che le linee di sangue o le profezie, è davvero quello che determina l’eroe: egli è tale non perché ha il padre re o lo zio senatore, ma perché compie scelte diverse, scelte che altri non possono o vogliono permettersi. In How to Train Your Dragon questo tema è ben trattato. In Sorcerer’s Apprentice è assente.
L’unica cosa che rimane di questo film è una sensazione di vuoto e di tristezza, di idee non solo non sfruttate, ma ricalcate pari pari da una velina del MinCulPop e da un riassunto di Harry Potter.
Purtroppo è una cosa comune, e se da una parte la Disney è stata capace di regalarci Toy Story 3, che è piacevole e ben costruito, questo Sorcerer’s Apprentice sembra abbia ancora da imparare qualcosa.
Per esempio, come sceneggiare un film.

Bocciato su tutta la linea.

Si salva solo Monica Bellucci, qui ripresa nel momento più intenso del film.

Per riprendersi, consiglio anche questa pagina sulle matrioske, che sono splendidi oggetti di artigianato russo e si dissociano da ogni loro uso possa essere stato fatto nella realizzazione del film.

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