Assange è stato arrestato, questa mattina, a Londra. Sembra si sia consegnato spontaneamente alla polizia, attorno alle nove e mezza. Dovrà affrontare un processo per abuso sessuale e violenza, oltre a quello, pendente, per la diffusione di segreti di Stato.
Dunque ha perso?
Troppo presto per dirlo, anche perché molti dei suoi sostenitori anno sferrato attacchi a mastercard, a paypal, alla banca svizzera che gli ha chiuso il conto. Sembra che la guerra sia appena iniziata, la prima guerra digitale per il controllo sull’informazione.
Se questa guerra avverrà o meno, è ancora abbastanza incerto. Molto dipenderà dalla condanna o meno di Assange.
Di sicuro, il danno è stato fatto. I documenti segreti sono in Rete, e, a meno di cancellare tutta internet, non possono venire controllati.

I documenti di Assange si trovano da qualche parte, qui in mezzo. Continuano a spostarsi. Buona fortuna.

Sta per iniziare una guerra, signori. La prima guerra digitale, la prima guerra che deciderà il futuro della conoscenza del mondo, che determinerà l’arrivo o meno del Principio di Memoria, che bloccherà o meno una delle strade per la Singolarità.
Questa non era che una battaglia.

Imbracciate la armi.

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