Da queste parti, sono anni che si considera il fantasy italiano morto e sepolto, sotto tre metri di terra e con un paletto d’agrifoglio conficcato nel cuore (cit.).
Anche romanzi che avrebbero potuto dare una boccata d’ossigeno, come ad esempio Alice nel paese della Vaporità (su cui sto progettando una recensione), si sono rivelati deludenti.
L’altro giorno però, entrando in Feltrinelli, mi sono armato di mascherina, pallottole d’argento ed aglio e sono andato a controllare lo scaffale del fantasy e della fantascienza. Mi ritrovo tra le mani La Maschera, della esordiente (almeno su carta) Paola Poggioli, al secolo axaly. Il libro è un fantasy, ma c’è qualcosa di più (o di meno): tratta di una storia d’amore yaoi.
Che, per i non addetti ai lavori, significa froci. Tanto per usare un francesismo.


Il fenomeno delle fanfiction o storie yaoi è qualcosa di monumentale. A titolo di esempio, su Deviant Art, il più grande sito di immagini ed arte amatoriale del mondo, sono schedate sotto yaoi 611016 immagini.
Il suo corrispettivo femminile, lo yuri, ne conta 140306. Il rapporto è circa di uno a cinque.

Volevo scrivere una didascalia divertente, ma la preponderanza di yaoi rispetto allo yuri mi ha depresso. Quindi beccatevi l'immagine e basta.

Insomma, ci sono battaglioni di fangirl pronte a deviare e a traviare le storie d’amore piccolo borghesi e politicamente corrette di manga e libri. Si tratta certo di un attacco al pubblico ludibrio, di un’offesa alla morale comune, contro la quale si sono giustamente scagliate torme di associazioni in tutto il mondo, per cercare di fermare questa perversione prima che invada le menti dei fanciulli e li trasformi in uominisessuali.

Sì, vabbeh. Qualcosa del genere.

Ho dato un’occhiata al libro della Poggioli. Mi sembra scritto in maniera decente, a parte un brutto caso di disturbo ossessivo compulsivo nei confronti del tasto CAPS LOCK (è quello con il simbolo del lucchetto); ad ogni modo, il prezzo è troppo alto.
19 euro e 40 centesimi, non li spenderei manco per Tito di Gormenghast.
Un prezzo tanto alto, specie per una casa editrice così giovane (Fedelo’s Editrice, che nel catalogo ha libri che non costano più di 12 euro e 50) ha fatto sospettare qualcosa alla mia mente incattivita e spargitrice d’odio. Come mai uno scarto di quasi sette euro? Il grande formato e la copertina rigida contano, ma possibile che per un’esordiente una casa editrice (appena nata!) faccia tutto questo?
Non sono nemmeno riuscito a capire se la Fedelo’s sia una casa editrice a pagamento; nel caso fosse così, scanserò il libro come la peste. Ad ogni modo, scoprissi qualcosa di nuovo, vi terrò informati.

Ma non era su questo che volevo fare l’articolo. La presenza di una storia yaoi sugli scaffali delle librerie, per altro posta insieme ad altri libri di angeli, lupi e vampiri (curioso, tutti con le copertine bruciacchiate. Che strano) mi ha fatto ripensare a quanto il fenomeno stia dilagando nel fantasy.
Qualche tempo fa, ho letto i tre libri della trilogia The Black Magician (lo scrivo in inglese che fa più Esperto), una serie gradevole, scritta dall’australiana Trudi Canavan. Una delle sotto trame della serie era legata ad un mago che scopre di preferire gli oggetti più lunghi che larghi.

Caro Robin, scopriremo mai perché vieni chiamato "ragazzo meraviglia"?

Inoltre, ha fatto molto scalpore nel 2008 la dichiarazione da parte della Rowling che Albus Silente fosse gay.
Se a questo si aggiunge la valanga di fanfiction, fanart e fan-everything che gira attorno al fenomeno yaoi, la cosa assume una dimensione davvero impressionante: ci sono un sacco di ragazze (e perché no, anche qualche camionista bergamasco in costume da bagno) che si divertono ad inventare trame in cui i loro eroi preferiti vanno con gli altri loro eroi preferiti.
Non è mica roba nuova.
Batman e Robin?
Il film Morte a Venezia di Luchino Visconti?

Morte a Venezia. In uno scrittore fallito si accende la passione per un fanciullo tutto ricci, glutei e costumini da bagno provocanti. Gay più un pelino di pedofilia, due in uno.

Cesare, che si era inanellato Ottaviano?
La storia è vecchia come il mondo.
Il nuovo è che da un tema spinoso come l’amore deviato (nel senso di svolta continua per lavori) si può ricavare un buon romanzo. Anche un fantasy. Anche in Italia.
Questa è la mia piccola speranza per il futuro: che il genere yaoi riesca da una parte a sdoganare gli incubi di una società sessuofobica come la nostra, ma soprattutto che possa servire come cornice, come idea per creare un mondo che vada oltre (finalmente) gli stereotipi e gli zombi tolkieniani.
Nel caso de La Maschera sarà così?
Non lo so. Spero che la spinta alla scrittura yaoi riesca a sganciare il romanzo dalla città medioevale con draghi, eroi, maghi e predestinazione e sangue puro e merda dorata.
Tuttavia, non nascondo che ho indizi sconfrontantii. La presentazione dell’autrice mostra come nume tutelare Tolkien (proprio lui che di fantasy ha scritto solo Roverandom), sul myspace relativo (che sembra fermo da due anni) sono presenti quasi soltanto libri e film mainstream; non sono nemmeno riuscito a capire se la casa editrice sia a pagamento o meno. Anche l’aumento del prezzo di oltre un terzo è un punto a sfavore.
E poi, può anche darsi che si riveli tutto una puttanata, che sia soltanto una serie di seghe mentali su quanto sia bello vedere due maschietti che s’incastrano come mattoncini delle lego.
Dopotutto, anche (quello che credo fosse) il primo esperimento italiano in tal genere, Legs Weaver, ha prodotto alcuni numeri spettacolari, ironici, innovativi e indimenticabili.
Poi è finito tutto a tette e scoscioni, l’erotismo è decaduto in pornografia, e la serie ha chiuso.

Legs con la migliore amica nonché compagna di merende May. Il nome del personaggio - come anche il suo aspetto - derivano dall'attrice Sigourney Weaver. Che, ai tempi del primo Alien, era un gran tocco di xenomorfo.

Speriamo che stavolta le cose vadano diversamente.

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