Esami finiti, si ritorna al blog.

Ero alla manifestazione delle donne, domenica 13, a Firenze; è stata una bella esperienza, senza dubbio, molto colorata, molto varia e creativa, e soprattutto molto acustica: fischi, tamburi, battimani, berlusconipezzodimerda e chi più ne ha, più ne metta. Accanto a queste belle idee, però, ho avvertito un’impressione strisciante e niente affatto piacevole: poco dopo partita, ho gettato un’occhiata alle facce presenti, e ho notato subito un fatto.
L’età dei presenti.
Vecchie.
Vecchi.
Cro-Magnon.


Uomini di mezza età con la barba imbiancata e la famiglia al seguito.
Donne di mezza età con fischi e cartelli, incazzate come delle iene attorno ad una carcassa quando finisce la salsa tartara. Talmente incazzate, talmente punte sul vivo, che i malpensanti potrebbero pensare ci sia una punta di invidia. Ma a pensar male si fa peccato.
Ragazzi giovani, ma con la mano nella mano alla fidanzata e un sorriso tirato, come a dire: “io…? Ma no io non c’entro…”.

Pochi i ragazzi, più le ragazze ventenni, ma un po’ scialbe e prive di iniziativa, come trascinate dall’onda di donne mature.
I cartelli inneggianti alle prostitute, al processo (che nel frattempo è partito, e il cui esito verrà deciso dai pm – quindi su quello non si può ancora dir niente), al “non siamo qui per essere usate!”.
Uno, in particolare, tenuto, verosimilmente, da un uomo:

Io amo le donne vere!

Donna Vera.

La cosa mi ha dato da pensare. Significa che le donne che vendono il proprio corpo sono donne false? Quello della puttana (non chiamiamole escort, che sembra una cosa pulita – e questo blog non è mica in fascia protetta) è il mestiere più antico del mondo, non è stato il premier ad inventarlo e non morirà con lui. Si dice che Cavour volesse proporre una facoltosa e procace nobildonna come pegno per l’aiuto ad unire l’Italia – quindi non facciamo le anime belle, signore e signori, potere e gonadi femminili sono sempre andati a braccetto.
Da sempre, perché da sempre il potere è in mano agli uomini, ed il segno più evidente di questo potere è la capacità riproduttiva. Ci diamo tante arie, ma per certe cose non siamo cambiati dagli scimmioni pelosi che vivevano sugli alberi.
Indignarsi perché il Silvio Berlusconi è andato a letto con delle puttane (ripeto, il fatto verrà o meno dimostrato dalla magistratura competente, ma le prove sembrano lampanti) non ha niente a che fare con la morale. Ed è dannatamente difficile parlare in questi termini, perché sembra che la sfera del privato sia intoccabile ed inviolabile, e chiunque possa fare ciò che gli pare a casa propria. No. Se ammazzo il mio pesciolino rosso in camera mia, ciò non toglie che l’abbia ammazzato – e che verrò trapanato dal suo zio narvalo la prossima volta che mi siederò sul cesso. Anche perché, signori e signore, non neghiamo l’evidenza: c’è una parte del Paese – oscura, minoritaria e meschina, ma esiste – che vede i valori berlusconiani come fondanti. Quella parte del Paese che di fronte alle foto delle prostitute sui giornali fa a gara per spararla più grossa su cosa gli farebbe.

Un notevole esemplare di Narvalo.

Ma il problema è un altro.

Il problema è che Silvio Berlusconi ha una carica pubblica (e che carica pubblica!), ha un ufficio, ha delle responsabilità, e per un uomo pubblico, il privato non esiste. Non. Esiste.
Questo è il problema, il conflitto di interessi, non le prostitute, non le gonadi, non i sistemi riproduttivi e i liquidi umorali.
Non esistono donne vere e meno vere, esiste il potere ed il suo utilizzo. Non storciamo il naso di fronte a cose che non c’entrano niente con il problema reale, ovvero l’uso in generale del corpo della donna, il rapporto tra sesso e potere, la pornografia che uccide l’erotismo, la sessuofobia in tutte le sue forme.
In una manifestazione come quella di domenica, mi è sembrato che il messaggio fosse:

le puttane ci fanno schifo.

buuuh.

Sì, fanno schifo anche a me. E allora?
Il problema non sono loro (in questa maniera si entra nel gioco di Berlusconi, o di chi per lui, che le considera come oggetto) è il retroterra culturale, sociale e marcescente che le fa salire ai vertici della politica.
Solo per una questione di appealing riproduttivo, o per l’ossitocina che riescono a generare, non per le competenze.
Altre competenze.

Non confondiamo le cose.

Seconda questione, che può sembrare puerile ma a me appare importante: alla manifestazione mancavano le belle ragazze.
Non è un segnale da poco, perché è come fare una marcia per la pace in Afghanistan con i poveracci ed i civili che sbandierano cartelli e slogan, ma i militari se ne stanno sui loro bravi carri armati a puntarli a vista con i cannoni. Non serve a nulla, perché non c’è interessamento degli attori (in questo caso delle attrici) responsabili, che anzi collaborano a mantenere l’ordine costituito. Una marcia con un centinaio di belle ragazze in cima alla manifestazione con maglioni sformati e scarpe da tennis che passano sul lungarno sventolando cartelli e suonando tamburi, ecco, questo sarebbe stato un successo.
Ma le belle ragazze sono altrove.
Alle belle ragazze non interessa.
E allora, è inutile fare le manifestazioni, abbiamo già perso.

Annunci