Che uno poi non sa nemmeno cosa scrivere perché non è che si possa sentire italiano, ecco, solo oggi e così, come con un tastino. Che uno non sa nemmeno bene cosa pensare, perché passa per la strada e non è che veda tutta questa euforia, tutta questa gioia è che la gente si fa più o meno i fatti propri.
Come sempre. Che poi da noi le cose non funzionano, metti a pensare i 150 anni della Francia, o dell’Inghilterra.
Che poi loro hanno secoli e secoli di unione, e un francese si sente francese anche sulla Luna, perdio.

Non è che non ami il mio paese, è che non so cosa dire. Abbiamo una serie di mediocri successi. Una mediocre stagione di destra storica e sinistra storica, una mediocre dittatura, una mediocre Prima Repubblica.
Una Seconda Repubblica, pessima.
Un’economia mediocre.
Nel mondo occidentale, siamo la periferia. Noi, che siamo stati per secoli al centro del mondo, al centro del Mediterraneo.

Eh, quelli erano tempi. Ma ora è tutto finito, è tutto andato a puttane. Ultimamente, sembra una specie di regola.

Che poi si sa com’è, all’estero tutti ci amano: tutti pizza mandolino mafia chiesa pasta pompino. Che se vai a Praga, diciamo, ciao non lo sanno dire ma sesso droga pompino sì. Anche pasta. Non per niente esportiamo cultura, abbiamo il 70% del patrimonio artistico mondiale, eh. Mica seghe. Tutto nostro. L’Hermitage, il Prado, il Louvre? Tutto nostro.
Il quadro più famoso del mondo? Al Louvre. Il genio più famoso del mondo? Un toscano. Il Sommo Poeta? Un altro maledetto toscano, tanto per fare il verso ad un libro famoso, che fa più Esperto.
Così poi magari mi legge più gente.

Che poi che me ne frega, tanto il 18 è un altro giorno e tutto ritorna come prima.
E dovrei anche smetterla di scrivere in questo modo da falso flusso di coscienza, che anche quello fa Esperto e fa quello che ha studiato. Ma non me ne frega niente, neanche di questo.
Che a noi italiani importa parecchio l’apparenza. D’altra parte, quando vivi nel Paese Più Bello Del Mondo, l’occhio vuole la sua parte, eh. Non è che si possa rimanere indifferenti. Siamo il Bel Paese, cazzo.
Che cazzo. E chi se ne frega della spazzatura accumulata in una regione, delle torri di sacchetti che sembrano le piramidi di Cheope, Chefren e quell’altro che non mi ricordo mai com’era.
E le città! Voglio dire, ma Roma? Ma Venezia (che poi a me Venezia manco piace tanto che è umida e fredda e stretta e sembra una specie di souvenir a cielo aperto)? Ma Firenze? Palermo? Napoli? E giù giù, fino al più infimo capoluogo di provincia, fino ai comuni da mezzo abitante (che c’è uno che, diciamo, parte l’estate e torna l’inverno e cose così e quindi è la media, poniamo, la media aritmetica) poniamo un Bulgarograsso. Ce ne saranno di cose da vedere a Bulgarograsso.
Non so quali. Ma ce ne sono sicuramente. Ora trovatemi un centro tipo Bulgarograsso, in Spagna, in Francia, in Inghilterra. E ditemi se c’è qualcosa da vedere.
E se c’è qualcosa da mangiare! Perché, anche la cucina, maddai, basta guadare la pizza (che l’hanno proprio storpiata li americani la pizza perdio) o il gelato. O gli spaghetti. A qualcuno importa che gli spaghetti fossero cinesi? A nessuno.
No, ecco, in effetti a pensarci bene, forse proprio così schifosi non siamo, ecco.
Anche l’America. Mica l’ha scoperta un arabo, un francese, l’America. Nossignori, ci voleva un genovese.
E poi, il Rinascimento. Senza di noi, in Europa si era ancora al Medioevo e all’Impero e al Papato.
Già, il Papato.
Ora venitemi a dire se c’è qualcosa di paragonabile al Papato. La più antica istituzione del mondo occidentale. Nessuno riciclava denaro come il Vaticano, diamine. La gente si impiccava ai ponti da sola per quanto riciclava bene.
Denaro mafioso, eh, quindi mica seghe, che anche la mafia mica va sottovalutata, che oggi tutti a dire la mafia di qui e Saviano di là (che poi fa tanto l’intellettuale che poi non ci credo che è tanto bravo e onesto che poi hanno pure trovato una parrucca in casa sua, che poi ne devo parlar male che a parlarne bene ormai non ti nota nessuno), ma la mafia ha un gettito di 90 milioni di euro annui.
Ehi, è qualcosa come il 7% del PIL, mica tarallucci e vino. Una cifra che sembra… sembra… è davvero enorme. Voglio dire, è tre volte il gettito annuale di Comunione e Liberazione. Pazzesco.
Che poi ci si lamenta della corruzione, dell’impiantito, ma senza corruzione dove saremmo? Un giro di 60 miliardi di euro, voglio dire, tra mafia e corruzione e soltanto questo c’è un giro di 130 miliardi ogni anno, mica seghe mica.
Lo sommiamo e il PIL sale alle stelle, cazzo. Altro che Cina. Altro che Russia.

Che uno gira per le strade e vede tanta miseria, poi. Tanti immigrati, che non c’erano fino a prima. Prima, prima.
Che poi che vengono a fare qui. Non abbiamo il lavoro noi. Figuriamoci loro.
Ma diciamo la verità, alla fine l’Italia è il miglior paese del mondo, che c’abbiamo u’sole e u’mare e che li usiamo a fare sennò. Che poi con la mafia e il Vaticano e la corruzione e tutto (che tanto paga pantalone) l’Italia è inaffondabile.
Hanno ragione a dire che abbiamo resistito alla crisi.
Perché in fondo è così, è che l’Italia è il fottuto centro del mondo, è che siamo riusciti a fare affari con i fenici e con i barbari e con i fottuti cinesi dall’altra parte del mondo, e quantoèveroiddio nella guerra fredda siamo riusciti a far fare affari tra gli americani e i russi.
Tra gli americani. E i russi.
Che non lo avevamo mica capito. I primi cento anni a fare i furbi, a tirarsela da potenza coloniale. Da potenza europea. Che poi siamo stati gli unici a farci ricacciare indietro. Non è andata mica bene. E il fascismo, con il suo Impero, ha portato più guai che altro.
Ma no, non avevamo capito che bisognava inventarci qualcosa di nuovo.
Oggi come oggi, mica ti puoi atteggiare a superpotenza, quello che puoi fare è oscillare tra un polo e l’altro, tra i russi e gli americani e sperare che ci caschino.
Ci cascano sempre.

Venite a fare affari in Italia, signori. Che qui c’è il vino buono e i taralli e vi serviamo meglio che gli altri, che poi lo dice anche Goethe che siamo un popolo di camerieri e di puttane.

E se lo dice Goethe, che era pure tedesco.

Poi è finita la guerra fredda, e allora abbiamo dovuto inventarci qualcos’altro, e l’import-export è diventata la mafia. E vedete se non va tanto meglio che ora ci abbiamo pure gli interessi in Russia, in Cina, dovunque.
Che la famiglia italiana è in tutto il mondo, percarittadiddio: vai in America, italiani. In burundi, italiani. In giappone, italiani. Sotto le macerie.
Abbiamo colonizzato il mondo da polo al polo.

Che poi quando ci pensi ti si gonfia il petto e pensi cazzo quanto è bello essere italiani che vai anche in capo al mondo ma ti riconoscono subito, dicono ecco quello lì è italiano, vedi. Quello che ha scippato la vecchia. Rapinata da un italiano. Ah, che culo.
Mica seghe.

La verità è che o ti senti troppo fiero di essere italiano, ti senti che è troppo una cosa forte, voglio dire il rinascimento e la pizza e il maschio italico cazzo, oppure ti senti una merda che nessuno ci caga e siamo i pagliacci dell’universo. Non c’è mezzo perché o sei esaltato o sei depresso e anche questo è italiano. L’italian uei oflaif.

La verità è che Garibaldi l’aveva pensata mica male. Ma noi l’abbiamo pensata meglio. Che alla fine cosa te ne fai di un paese fatto e finito quando il mondo cambia e i comunisti diventano albergatori, che non sai mai come affrontare certe cose, che i disastri ti colpiscono male perché alla fine la struttura è definita. Solida, poniamo come la germania, mica male la germania ma non ci vivrei, ma che alla minima crisi internazionale ti va in pezzi, perché noi abbiamo riciclato pure i fascisti, mica i nostri sono scappati in brasile o in argentina che poi anche in brasile c’è un sacco di italiani.

Mica siamo come la germania, noi. O come la Francia. Noi siamo mica un paese fatto e finito. Che Garibaldi diceva che qui o si fa l’italia o si muore ma l’italia l’abbiamo fatta mica una, ma cento volte, e continuiamo a farla e smontarla come più ci pare, e poi diciamo cosa è meglio di un paese che cambia ogni volta?

Quel coglione di Garibaldi.

Il segreto è questo, e mica l’ha capito qualcuno. Tutti pronti a sbeffeggiarci, ma in realtà siamo venti volte più furbi di loro, noi.
Ma tanto cosa lo dico a fare?

Io me ne torno a letto, che oggi si dorme anche di più.

Viva l’Italia!

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