Lagomorpha è un ebook gratuito di Matteo Poropat, che contiene tre racconti brevi – in tutto sono 48 pagine.

Copertina di Lagomorpha

Dopo una prefazione a metà tra narrativa, biografia e storia dei racconti nell’ebook, si comincia proprio con quello che dà il titolo, ovvero Lagomorpha, che è anche la denominazione tassonomica per le lepri ed i conigli – lepri e conigli molto, molto particolari, in questo caso.


Fatta eccezione per un paio di dialoghi in cui si sfiora l’infodump, all’inizio e alla fine (ma non è niente di particolarmente grave), il racconto scorre gradevole, con uno stile chiaro e funzionale, e tutti i passaggi sono chiari e ben comprensibili. L’atmosfera di attesa, minaccia ed assedio è costruita molto bene, palpabile, ed il finale mostra come le condizioni estreme possano spingere i personaggi non a dimenticare le offese passate, ma anzi ad ottenere una possibilità di vendetta.

Il primo racconto, dunque è ottimo.

Con il secondo, invece, si trovano diversi problemi. Per cominciare, è costruito in un modo tale che il PoV (Point of View, punto di vista dei personaggi) cambia completamente quattro volte nel corso di dieci pagine, e la cosa è disorientante; inoltre, ‘l’idea di fondo del racconto, benché suggestiva, non è abbastanza resistente da supportare dieci pagine, non quando sono scritte dentro un loop di PoV che si struttura in questo modo: C-A-B-C. Arrivati al secondo cambio di PoV già le idee si perdono, quando poi si ritorna a quello iniziale, che dovrebbe contribuire a sciogliere li mistero del racconto, ci si sente presi in giro. Questo perché nel nucleo del racconto (quello che corrisponde, per intenderci, al punto A) il filo di trama è troppo esile, non viene mostrato nulla, solo immagini confuse, viste attraverso l’occhio del protagonista, che però non riescono a formare un insieme coerente.

Utilizzare un "Nastro di Moebius" per la trama di un racconto è difficile, ma può regalare esperienze entusiasmanti. Tuttavia usarlo coi Point of View, in così breve spazio, trasforma tutto in un Gran Casino. Evitiamo i loop, se non sono coerenti.

L’idea di una casa maledetta e dei vari eventi atroci che vi sono accaduti, non sembrano supportati da un collegamento interno, sono solo una serie di immagini sconnesse. E poi non capisco il senso del titolo: Il Silenzio dell’Acqua. Cosa c’entri con una casa infestata, rimane l’unico vero mistero.

Fortunatamente, il terzo racconto, Piece(s) of My Heart, è una bella risalita di china. Prima però devo dire che potrei non essere obiettivo come desidero in questo caso, perché la trama ricorda molto da vicino (specie nella sequenza finale) un mio racconto breve di un paio di anni fa – ma cercherò di fare del mio meglio. Il racconto si basa tutto sul ribaltamento finale, che riesce piuttosto bene e con una sorta di macabra ironia, e data non solo la maggiore brevità (otto pagine), ma soprattutto una trama coerente e fluida, in questo caso è capace di sostenere l’intera struttura. Per il resto, lo stile è funzionale, senza nessuna punta particolare, ma neanche cadute di tono. Insomma, il racconto funziona.

Traendo le somme, Lagomorpha è un ebook che è forte di un ottimo primo racconto (che secondo me sarebbe stato meglio mettere in chiusura, ma questa è un’idea mia), molto efficace; poi si perde nel secondo, che non riesce a creare un’insieme, Infine risale nel terzo, che è una degna conclusione. Senza dubbio l’insieme è ben costruito, ha il valore aggiunto di una prefazione accattivante, e vale senza dubbio una lettura.

Potete trovare Lagomorpha qui.

Qui invece il blog dell’autore.

Annunci