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Mi sono preso una pausa di alcuni giorni per riflettere sul blog. So che la cosa vi sconvolgerà, ma le cose cambieranno un poco, nei prossimi mesi. Nel frattempo continuiamo con le recensioni.

La seconda parte del romanzo ucronico di Alessandro Girola Prometeo e la Guerra, 1936, è più o meno della stessa lunghezza della prima. Potete leggere qui la prima parte della mia recensione, casomai ve la siate persa e vogliate fare ammenda in tempo.

Prometeo e la Guerra, 1936

1936; i recenti sviluppi in Lombardo-Veneto hanno trascinato l’Impero Asburgico sull’orlo di una guerra civile. La Germania ne ha subito approfittato, e l’Europa si prepara ancora una volta allo scontro, con la potente macchina tedesca che schiaccerà senza problemi l’Austria-Ungheria, se nessuno fa nulla. Quel qualcuno dovrebbe essere l’Inghilterra, ma al paese d’oltremanica mancano alcuni pezzi essenziali per avere una speranza di battere, o almeno contrastare, il nemico germanico, e per ritrovare questi pezzi essenziali, di cui il più importante è un ingegnere italiano, chi meglio di un antropologo e di una tenente dei servizi segreti, entrambi nostre vecchie conoscenze…?

1936 è un po’ la versione di un film di James Bond come Ian Fleming l’avrebbe scritta se fosse vissuto alla fine dell’ottocento; lasciati alle spalle di Prometei di carne, è ora di spingere avanti a tutta forza la leva della tecnologia. I problemi più grossi sono sempre gli’infodump, informazioni non richieste usate per evitare di spaesare il lettore, che però sono gestite un po’ peggio che nel primo libro, specialmente nelle prime pagine, quando i leader mondiali si incontrano per sentirsi dire l’un l’altro il proprio ruolo e la propria occupazione, forse in seguito ad un’amnesia generale.

Ad ogni modo, in un romanzo ucronico l’infodump è un problema secondario, perché bisogna spiegare in quanto la storia differisca da quella “reale” che conosciamo. Al di là di ciò, il romanzo scorre ad un ritmo più lento del precedente, salvo poi accelerare bruscamente e tramutarsi in una vera e propria storia di guerra; in questo secondo libro, poi, l’autore utilizza come forze motrici i personaggi, sia storici sia inventati, e una certa vena ironica nei confronti del Regno d’Italia.

Accanto a Clelia e ad Enrico, che vivono entrambi un’evoluzione psicologica (l’agente si rende conto di essere una donna, l’antropologo si rende conto di essere un gran sfigato), abbiamo l’ingegner Ugo Tiberio, che fa un po’ le veci di Einstein nel suo ruolo bellico riluttante, e ci mostra echi di Metropolis nel suo sogno di creare una donna meccanica – uomo molto solo, il professore.

Tuttavia sono i personaggi reali che sembrano farla da padrone: dallo spocchioso Umberto Nobile, vestito con la sua Tenda Rossa, a Von Braun, qui ancora più arrogante che nella versione conosciuta, a Colin Clive, attore e spia, addirittura a Ian Fleming, incontrato in un sommergibile mentre crea alcune decine di modelli di Bond-Girls basandosi su Clelia. Insieme, creano un’atmosfera realistica e godibile.

Oltre ai personaggi, sono i luoghi ad avere un ruolo importante: soprattutto Roma, verso la quale l’autore, da buon milanese, non risparmia frecciate (alcune sono colpi di balista); il bersaglio principale, però, è il Regno d’Italia, tratteggiato benissimo nella sua migliore abilità di cambiar partito all’ultimo momento e di allearsi con il più forte, una caratteristica tipica della nostra storia, sia inventata o reale. Certe cose non cambiano mai.

Tirando le fila, il secondo capitolo di Prometeo e la Guerra condivide molti difetti del primo, quali l’infodump gestito a volte “a semina”, il ritmo che in certi punti si perde. Se il romanzo resta godibilissimo e divertente, manca però quasi del tutto la parte horror-fantascientifica dedicata ai Prometei, che fa un po’ perdere di senso al titolo.

1936 è un respiro prima del balzo, insomma. Non così riuscito come il precedente, apre però le porte al capitolo finale, un finale – è il caso di dirlo – col botto.

Potete trovare agilmente il libro qui.

Qui invece il blog dell’autore, e qui il suo sito.

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