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In questi giorni di caldo, ho fatto un po’ il punto della situazione
Non scrivo un racconto da circa quattro mesi, dai tempi cioè de Gli Anni di Cenere.

Ho letto quattro manuali e mezzo, con il quinto cioè da finire.

E ancora non ho scritto niente. Non sono contento della cosa.
Insomma, sono, come direbbe un mio amico di Arezzo, una fava.

Allo stesso tempo, l’esperienza mi ha insegnato che il modo migliore per ignorare il blocco dello scrittore è ignorarlo, stamparsi in testa discorsi fatti poco tempo fa, e vagliare ciò che ho in mente adesso.

Mi metto a calare il secchio nel pozzo nero delle idee in sospeso e vediamo che tiro su.

Al momento ho sotto mano una… due… tre idee per un racconto. In specie riscrivere Gli Anni di Cenere e Totentanz, e buttare giù la storia del Vorarlberg, l’idea che non ho poi avuto la forza di sviluppare per il concorso steampunk del Duca e che ho lasciato nel dimenticatoio.

Ed è ancora lì che si dimena e batte i pugni sulla parete di pietra: Fammi uscire, fammi uscire!

Ma io, ciccia.

Il Vorarlberg è un minuscolo Land dell'Austria. Non c'entra niente con la storia che ho in mente, ma è partito tutto dal nome: è fantastico, e mi sono chiesto a cosa poteva essere adattato una parola come Vorarlberg... ciò che è venuto fuori era più strano di quanto mi aspettassi.

Poi, ci sono le idee per i romanzi. Essendo queste molto più grosse e cazzute, non ho potuto prenderle per la collottola e portarle di peso nel pozzo nero, quindi sono sempre lì che fanno il comodo loro, mangiano, sporcano dappertutto e ruttano, solo per ricordarmi che dovrò avere a che fare con loro.

A guardare quanto mi sono costate in salsicce, è meglio che lo faccia il prima possibile.

; ho la mente molto più chiara su come svilupparle, a differenza delle altre. Per ora ho scovato tre titoli provvisori che dovrebbero servire a condensare al massimo ciò che ho in mente, nell’ordine di lavoro:

  • I Vivi e i Morti (premio originalità)
  • L’Età dell’Argento (questo invece mi sembra andare bene)
  • Anabasi (vale a dire “viaggio verso l’entroterra”; se Senofonte non torna dalla tomba a stringere il mio collo con le sue dita greche e nodose, penso di tener…gack! ack! coff…!)
Conto di superare il blocco di scrittura entro qualche settimana. A questo punto sorge una domanda: quasi sicuramente pubblicherò i racconti sul blog, ma dovrei farlo anche con i romanzi? Anche solo con il primo, che dovrebbe essere il più breve, ed attestarsi attorno alle 150 pagine? Oppure pubblicare direttamente l’ebook a lavoro finito?
Ci penserò.
Nel frattempo, la serie dell’Impero del Sole si avvia verso la sua conclusione. Ho un altro paio di progetti in mente, questa volta su un tema del tutto diverso, però, quello delle città. Vedremo cosa verrà fuori.
Ci risentiamo domani, per un’altra novità, anch’essa… edilizia.
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