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Stavo leggendo una raccolta di racconti di Clifford Simak – Sette Ombre Azzurre– quando mi è sorta un’idea curiosa: tutti conosciamo la triade della fantascienza: Asimov, Heinlein e Clarke, i “tre grandi”.

I tre grandi.

La cosa curiosa, però, è che spesso in questa triade ne viene escludo uno (di solito il povero Clarke), sostituito con un ipotetico “quarto grande”, che di solito è un nome notevole, ma non così conosciuto come loro tre.
L’idea è, ovviamente, quella di farlo risplendere di luce riflessa.
Gli esempi si sprecano.

Quindi, di generazione casuale in generazione casuale, ecco che ti spuntano varie triadi dei “padri della fantascienza”: tirate 2d6 e godetevi i risultati.

  • Asimov, Clarke e Stanislaw Lem, autore di Solaris.
  • Asimov, Heinlein e Fredric Brown, autore tra l’altro dello splendido racconto Sentinella.
  • Clarke, Asimov e Richard Matheson (Io Sono Leggenda)
  • Asimov, Clarke, e Asimov, Clarke.
  • Asimov, Asimov, Asimov.
  • Clarke, Asimov e Zia Pina.
  • Asimov, Heinlein e Frank, il Mulo Saggio.
Mi fermo a Frank, il Mulo Saggio.
La riflessione che ne viene fuori, tra l’altro, è che la definizione di padre della fantascienza è quanto meno liquida. E soggetta ai mutamenti del tempo.
Voglio dire, senza nulla togliere ad Asimov, ma Fondazione e Terra è un libro più adatto a fornire adeguata carta per la gabbietta del canarino, che a fornire piacere di lettura.
E se Simak (altro dei padri) ha creato ottimi racconti brevi come Scaramuccia e Buona Sera Signor Brown, Il Fantasma di Una Modello T è spazzatura.

Frank il Mulo Saggio, in un momento di relax.

Sembra che la critica non abbia nulla da dire in proposito. Anche un romanzo non riuscitissimo come Nemesis (sempre di Asimov), è stato osannato da ogni parte; va bene che loro tre sono forse venuti prima di tutti gli altri, che hanno segnato l’età d’oro, ma allora perché non Van Vogt, che ha scritto storie da far accaponar la pelle? O Frank Herbert?
L’impressione è che i posti di padre della fantascienza si possano mettere e togliere come si vuole. E so ora di spararle grossa, e probabilmente arriveranno due grossi uomini a portarmi via… ma secondo me Asimov non è il più grande, ecco.
L’ho detto.
Non parliamo poi di Ray Bradbury. Bradbury è uno scrittore notevole, famosissimo, ma è diventato sinonimo di fantascienza, un fatto assurdo; secondo me, è ampiamente sopravvalutato.
Poi, sapete come la penso: per me il più grande è Theodore Sturgeon (ma anche lui ha le sue belle mele marce: Stupro Cosmico è quasi del tutto da buttare)… ma ciò non cambia che la “triade” è molto liquida.
E quindi molto relativa.
E voi chi ci mettereste al posto di uno dei tre? Qual’è la vostra “stella mancante”?
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