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Darkness on The Edge of Town è un romanzo horror di Brian Keene, di circa 250 pagine.

Darkness on The Edge of Town
 
Walden è un’insignificane cittadina degli Stati Uniti, non molto lontana da Washington. I suoi abitanti vivono in maniera insipida e vagamente felice – ma tutto ciò termina un giorno, o meglio, una notte. Una cappa di oscurità cala su Walden, nascondendola alla luce del sole e tagliandola dal mondo esterno. Chiunque si avvicini all’oscurità, che lambisce i confini della cittadina e la chiude come una cupola, non torna indietro.
E gli abitanti si chiedono se sia rimasto un mondo esterno… oppure no.
 
Dal momento che questi sono giorni di buio, approfondiamo questo breve romanzo, che a quanto pare, ha dato origine al karma negativo degli ultimi tempi; e al fatto che stia scrivendo a sbafo, dal computer dell’università.
 
Spero che non mi becchino.
 
Ma torniamo a Brian Keene.
 
Darkness è un romanzo che ha alcuni difetti, ed è il caso di chiarirli subito: nell’ultima parte, un certo tagliare i tempi rapidamente, limitandosi a dire che i giorni passano. E questo certo non funziona, anche perché spezza la tensione. Inoltre, almeno un paio di volte il sapiente uso da parte di Keene del forwading (lo dico in inglese che fa più Esperto: è la tecnica di mostrare qualche scampolo del futuro della narrazione in modo da generare ansia nel lettore) si scontra con la meh, normalità verrebbe quasi da dire, degli effetti poi presentati.
 
Al di là di ciò, Darkness riesce perfettamente in ciò che prometteva: brividi.
Gli abitanti tranquilli che con incredibile rapidità si trasformano in assassini, stupratori, o  ladri di dopobarba (succede davvero). Altri che si improvvisano macabri scienziati dell’Oscurità, facendole inghiottire un animale dopo l’altro. Altri ancora che cercano di resistere, ma che palmo a palmo vengono mangiati dalla paura, dalla rabbia, dall’odio, da emozioni violente che sembrano predere il controllo delle loro menti.
 
C’è qualcuno che sussurra nelle tenebre. E se la parte lovecraftiana vacilla di fronte alle spiegazioni pseudobibliche dell’autore (sarebbe stato orse meglio lasciare i lettori – è il caso di dirlo – all’oscuro), i personaggi restano credibili, le situazioni ben strutturate, e i dialoghi efficaci.
 
Con qualche difetto, insomma, ed un’atmosfera forse non sfruttata in tutte le sue potenzialità, Darkness on The Edge of Town rimane un libro scritto dannatamente bene – e molto efficace nel rendervi malinconici, tesi e spaventati.
 
Dormirete con la luce accesa.
 
Trovate il vostro biglietto per l’oscurità qui, come sempre su library.nu.
 
 
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