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Ai tempi in cui ancora usavo con regolarità la Ps2, pochi drammi erano più grandi di quello di scegliere tra un titolo e l’altro, dato il limite di risorse economiche; buona parte della scelta era data dalla copertina e dalle scarsissime notizie riportate sul retro.
Forse il rimpianto maggiore fu non avere acquistato un certo videogioco, che risale ai primordi dello sviluppo della Ps2. Ico.

Copertina di Ico

La cosa che mi ha fregato è stata la copertina, l’ho sempre saputo. Sono appassionato di metafisica (la corrente pittorica di De Chirico, Savinio eccetera), e vedermi un simile omaggio davanti agli occhi mi ha sempre fatto pensare a cosa dovesse esserci dentro.
Un piccolo, piccolissimo ostacolo era il prezzo: 69 euro, uno dei più alti per un gioco.
Inevitabilmente, lasciai perdere. Anche se tornavo spesso a rigirarmelo tra le mani, oggetto proibito.

Con gli anni, il gioco sparì dalla circolazione, salvo ricomparire, a prezzi ancora più insensati (sfiorando i cento euro), in bancarelle e mercati dell’usato. Iniziavo a disperare.
Ma poi, potenza di quell’idra che è internet, sono riuscito a procurarmelo in file .iso; installato e pronto al lancio.

Vi saprò dire nei prossimi mesi se è valsa la pena di aspettare dieci anni.

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