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I combattimenti tra ragni sono uno spettacolare sport che avviene in alcune regioni dell’Asia orientale, soprattutto in Giappone, Singapore, Filippine e Taiwan; lo sport è talmente popolare che i governi hanno intrapreso una campagna per proibirli o limitarli, in quanto i bambini passano più tempo a catturare i ragni che a scuola.

I combattimenti possono avvenire in un secchiello, in una bacinella o in un recipiente simile, dando possibilità quindi al perdente di fuggire in maniera abbastanza semplice, ma i veri campionati si giocano su un terreno completamente diverso: si prendono due ragni, di taglia simile e dello stesso sesso (la cosa è importante, vedremo poi perché), e li si mettono su un bastoncino, tenuto sospeso orizzontalmente.

Poi, ciascun ragno viene posto circa a metà del bastoncino, e costretto ad avanzare fino a quando non può arretrare e deve trovarsi di fronte il rivale; di solito, quando due predatori in natura vengono costretti in uno spazio molto piccolo, non è raro che si attacchino a vicenda, ed è proprio quello che accade con i ragni.

In un turbinio di zampe, i due contendenti si tengono ben retti al filo con i quattro arti posteriori, e con quelli anteriori ingaggiano un combattimento da far sembrare patetici i nostri incontri di pugilato, cercando un buco nella guardia dell’avversario, uno spazio dove possano mettergli i pedipalpi addosso. La battaglia può andare avanti anche diversi minuti; può accadere anche che un ragno, nella foga dell’attacco o per difendersi al meglio, perda la presa sul bastoncino e cada a terra. Di solito c’è un tappetino a proteggerli, perché i ragni migliori sono molto apprezzati e possono venire pagati decine di euro; a volte questo non determina la sconfitta immediata del ragno caduto, e in certi combattimenti è concesso perdere la presa fino a tre volte. Il ragno vincitore è quello che riesce a paralizzare o a intrappolare nella tela il suo avversario; a questo punto è probabile che intervenga un addetto a liberare il ragno sconfitto e ad evitare che venga ucciso o perfino mangiato.

La maggior parte dei combattimenti avviene fra ragni maschi, perché sono più spettacolari e hanno una scarsa probabilità di concludersi con la morte di uno dei contendenti; i ragni maschi, infatti, conoscono un grande numero di segnali di pericolo, tra cui alzare le prime due zampe (un gesto molto comune nei ragni più grossi, un avvertimento prima di mordere), per cui avviene che si formino delle vere e proprie danze, rincorse e balletti. Ma se i ragni che si scontrano sono due femmine, le cose cambiano.

Le femmine, infatti, sono meno avvezze a scontrarsi, ma non per questo meno aggressive o velenose (anzi, capita spesso che proprio la femmina del ragno sia più tossica, combattiva e a volte persino varie volte più massiccia del maschio), e quando attaccano, attaccano per uccidere. I combattimenti fra femmine sono quasi sempre mortali, e vengono tenuti per le occasioni speciali.

Il commercio dei ragni è fiorente, e le scommesse ancora di più: in America Latina, dove questo sport è popolare, possono raggiungere le centinaia di euro. Nessuna meraviglia che i bambini saltino la scuola per catturare ragni selvatici; spesso i contendenti vengono poi riposti in “scuderie” fatte di piccole scatole di carta, con qualche goccia d’acqua per evitare la disidratazione, e separati gli uni dagli altri da una foglia di palma piegata.

Sono anche in vendita confezioni già pronte, per i neofiti di questo sport.

Nessuno ha ancora chiesto ai ragni cosa ne pensino…

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