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Fragment è un libro fantascientifico di Warren Fahy, disponibile in formato e-book e cartaceo; è stato pubblicato nel 2009.

Copertina di Fragment

Cosa accade quando alcuni uomini della ciurma di una nave, scesi per fare riprese su un isolotto in mezzo al Pacifico, vengono mangiati vivi da bestie del tutto aliene, oltretutto in mondovisione?
Si scatena una febbrile caccia al mostro, anzi, ai mostri: tra ragni-tigre e formiche disco, tra furetti a sei zampe e simil-vespe letali, poco di ciò che entra sull’Isola di Hender riesce ad uscirne vivo.
E, mentre si affaccia la possibilità di estinzione per l’intero ecosistema terrestre, una scoperta, forse la più importante di tutta la storia della biologia, potrebbe dimostrare che qualcosa, dall’Isola di Hender, merita di essere salvato…

 

Ho bramato Fragment da quando l’ho visto sugli scaffali della biblioteca; ma a diciotto euro no, grazie, manco le reliquie di sant’Antonio. Quindi ho aspettato che uscisse in e-book.
E l’ho – è proprio il caso di dirlo – divorato; la lettura è stata piacevole ed il romanzo è fatto abbastanza bene, anche se ha alcuni paurosi buchi di struttura.

Il più grave di tutti, quello che mi ha fatto più volte sospirare, è quello dei personaggi; non ce n’è uno credibile. Diamine, neanche verosimile. Il genio ecologista e di buon cuore ma anche con il fisico da palestrato, roba che non si vedeva dai tempi di Russel Crowe che, tentando di rompere la canottiera dall’interno, interpreta John Nash.
La femmina ecologista che ama la natura ma non gli animali cattivi.
Il malvagio professore egoista pronto ad uccidere un intero pianeta pur di godersi i soldi e il successo.

Dispiace dirlo, ma l’unico personaggio davvero sfaccettato è l’hendropode (capirete di che si tratta verso la fine del libro). Per il resto, le personalità segnano tutte una linea piatta.

Ma pazienza. A parte l’errore di sostituire ai personaggi dei simpatici pupazzi parlanti, il libro scivola via come un maialino unto di grasso dalla prima all’ultima pagina, in una cacofonia di bestiacce una più grossa e cattiva dell’altra, rimaste isolate e libere di evolversi sin dal Cambriano. E in questo campo l’inventiva di Fahy è veramente straordinaria, immaginando un intero ecosistema di mostri che si divorano, si riproducono e germinano tra loro, turbinando tra zanne, denti, cervelli sulla schiena, veleno e altre amenità del genere.

Ratto supersonico a sei zampe contro donnola quasi nuova: 0,023 ad 1. Qualcuno vuole scommettere?

Descrizioni, dialoghi e sviluppo della trama sono tutti ampiamente nella decenza, e se c’è qualche piccolo problema di infodump, ecco che viene mascherato da conferenza o incontro al vertice, e la cosa diventa persino godibile.

Tutto sommato, Fragment probabilmente non scalzerà Jurassic Park, ma si dimostra una lettura agevole, godibile e divertente.
Se riuscite a passare sopra ai pupazzi parlanti.

Lo trovate qui.

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