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Nuovi spunti steampunk, anche se ci spostiamo parecchio avanti nella linea temporale, oltrepassando l’Inghilterra di fine secolo ed entrando nell’America degli anni ’30.
In effetti, se non saranno spunti steampunk, saranno spunti dieselpunk.

Quasi tutti gli appassionati di fantascienza conoscono la “gauss gun” (o “gauss rifle”, o “coilgun” secondo i casi), un’ipotetica arma capace di accelerare un proiettile a velocità incredibili, conferendogli un’energia pazzesca.

Il principio è quello di sfruttare energia elettrica, costretta ad un cammino circolare, in modo da generare un intenso campo magnetico, così intenso da respingere quasi istantaneamente un piccolo proiettile metallico; tra i vantaggi della gauss gun ci sono la mancanza di propellente chimico, niente fumo o surriscaldamento, estrema lunghezza di gittata, ed ovviamente la quasi totale silenziosità del proiettile.

Ma la difficoltà è evitare la dispersione di energia (l’efficienza), capace di divorare anche più del 99% della forza ipotetica di una coilgun; piccoli prototipi costruiti in casa, infatti, riescono a raggiungere una potenza limite di circa un decimo quella di una pistola normale, riuscendo a perforare piccole lattine, superfici di alluminio, sottili spessori di legno.

Insomma, sembra che la coilgun sia un’arma destinata a rimanere sperimentale ancora per qualche tempo, ma pochi sanno che è stata in circolazione per quasi ottant’anni.

Non si è ancora capito il ruolo della bambina sorridente di fronte alla mitragliatrice.

Nel 1933, infatti, sulla rivista americana Popular Mechanics, una specie di incrocio tra un foglio scandalistico e una rivista per ingegneri, compare un piccolo trafiletto, ignorato dai più, che annuncia una “mitragliatrice silenziosa”, capace di sparare senza fare il minimo rumore.
Ma si trattava appunto di un trafiletto, e venne ignorato.

Tuttavia, esiste un diverso tipo di gauss gun, detto railgun, o pistola a rotaia, che sfrutta un meccanismo simile, ma guida il proiettile per mezzo di una rotaia elettrificata, e su cui l’esercito americano sta compiendo esperimenti, riuscendo a spedire proiettili sperimentali con un’energia di oltre 10 milioni di joule, saliti recentemente a 32 milioni di joule.
Per fare un raffronto, i più potenti cannoni mai costruiti nella seconda guerra mondiale, talmente energetici da dare problemi di gestione, raggiungevano i 46.000 joule. Nessuna meraviglia che ci sia ricerca in questo campo.

Il test compiuto dall'esercito americano mostra l'incredibile potenza del proiettile. La scia che si lascia dietro non è fumo o semplice calore dell'esplosione, ma plasma generato dal semplice attrito con l'aria.

Ma anche la railgun ha un’antenata, il cui brevetto fu depositato nel 1934, da un progetto dell’anno precedente, da un certo Virgil Rigsby, inventore texano. Nessuna di queste due armi fu mai costruita su vasta scala od usata in conflitto durante gli anni successivi; oltre ad una mancanza di intraprendenza, contarono anche problemi tecnici, in quanto l’energia elettrica necessaria non era certo esigua.

Resta il fatto che, se questi prototipi di railgun e coilgun fossero stati sviluppati, la storia avrebbe potuto prendere una direzione del tutto diversa, e Virgil Rigsby sarebbe oggi conosciuto come il nuovo Nikola Tesla.

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