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… ma non come volevano loro.
Ci sono alcune importanti differenze.

Per prima cosa, il ricorso al giudice: l’autorità non potrà più rimuovere i contenuti così, alla spicciolata, ma se una delle due parti (nessun premio per chi indovina quale) ricorrerà al giudice, la contesa verrà spostata in sede legale. Ovviamente spese e tutto a carico del richiedente.

Inoltre, la delibera non attaccherà siti o blog personali, ma solo le grandi piattaforme di condivisione come Youtube e varie (ovviamente, se il vostro videoblog ha i video caricati su youtube, siete fritti lo stesso).

Ancora più importante, non potranno essere oscurati siti esteri, che resteranno raggiungibili dall’Italia.

Non illudiamoci: è una puttanata leggermente meno restrittiva di quanto temuto, ma resta una puttanata. Sicuramente l’AgCom non si rende ancora conto delle decine di migliaia di richieste di rimozione da cui sarà sommersa, con conseguente spesa di denaro, tempo, denaro, denaro, denaro.

Ammetto di non essere tranquillo; ma non lo saranno neanche loro.

Vi terrò aggiornati.

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