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Conoscevo Hellboy attraverso i fumetti. Mi era piaciuto, ed avevo sentito critiche abbastanza favorevoli per la prima pellicola, per quanto fosse rimasta un po’ underground.

Signore e signori, Hellboy.

Accadono cose strane. Quando un commando americano si infiltra in una chiesa diroccata per assaltare un avamposto nazista, scopre che sono all’opera forze più oscure delle baionette e dei proiettili. E qualcosa, da qualche altra parte, riesce a passare.
Un qualcosa di rosso, muscoloso e con un braccio di pietra. Hellboy.
Che negli anni inizia ad indagare, a fianco degli americani, su fenomeni straordinari in tutto il globo; ma quando l’uomo che lo ha evocato, il monaco pazzo Rasputin, decide di usarlo per scatenare l’inferno in terra, questo qualcosa dovrà riuscire a diventare un qualcuno

Nella fiction, adoro le sorprese. Pochi piaceri sono più grandi di aspettarsi un film mediocre o un romanzo scadente e invece scoprire che sono scritti e fatti bene. Hellboy è stata una di queste sorprese: fatta eccezione per alcuni particolari nella struttura (il ruolo imbarazzante dato ad Abe Sapien, ad esempio), è ben costruito, fila liscio, ed ha un certo grado di logica.
Ovviamente un film che parla di altre dimensioni, demoni e monaci pazzi non può fare della logica il proprio cavallo di battaglia, ed ecco che partono situazioni bizzarre e curiose, come un morto tagliato a metà che parla e fa da guida turistica.
Ma non voglio svelare tutto.
La parte interessante, al riguardo, è che gli effetti speciali (che appaiono scarsini adesso, ma si tratta di un film di sette anni fa) non servono a sé stessi, soltanto per meravigliare lo spettatore e sopperire alla mancanza di trama, ma (tenetevi forte) riescono a corroborare e a rinforzare le impressioni e sensazioni della trama, dei dialoghi e dei personaggi.

Roba (quasi) mai vista.
Per quanto riguarda il resto, anche le prove degli attori sono tutte più o meno buone, senza particolari cadute di tono ma neanche la presenza di un personaggio che spicchi rispetto agli altri.
Spicca – ma per altre ragioni – invece Selma Blair, che interpreta la pirocineta Liz Sherman.

Insomma, Hellboy è ben costruito, con una trama che regge, personaggi credibili, una regia fatta come dio comanda e, soprattutto, è divertente.

Da guardare.

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