Tag

, ,

Continua la recensione sul più importante volumetto ucronico di questa linea temporale.
Come ho detto l’ultima volta, si tratta di una raccolta che comprende almeno una metà di buone storie, con qualche punto di eccellenza e un unico – ahimé – neo.

Signore e signori, Ucronie Impure, seconda parte.

 

La Regina dei Pirati di Atlantide – Davide Mana
Elisabetta Prima è caduta. L’Inghilterra è in mano ai papisti, e in un disperato tentativo di mantenere viva la corona inglese, l’entourage della regina si allontana in nave verso occidente, sfidando la bolla papale che ne imponeva il divieto, dopo la scomparsa di Cristoforo Colombo e di altri simili scavezzacollo.
Per un buon motivo: quello che le navi della regina trovano sarà strabiliante; ancora più strabiliante, chissà che non sia la base per rifondare il Regno d’Inghilterra…
Civiltà perdute. Bastano queste due parole a mandarmi in brodo di giuggiole, ed il racconto ne ha risentito… me lo sono davvero goduto. L’inventiva che ne fuoriesce è davvero buona, e le immagini di teste che escono dal mare, colonne di luce e dormienti che si risvegliano dopo chissà quanto tempo sono tutte ben riuscite, vivide ed efficaci.
Il punto di forza, almeno per me, è il senso di perdita che si respira, almeno in parte mitigato dalle possibilità del finale.
Ottimo.

Reliquie – Diego Bertolozzo
I Cavalieri del Tempio sapevano che quella che avevano in mano era un’arma da guerra? Comunque fossero andate le cose, la Vera Croce ed il Santo Graal hanno assicurato alla Chiesa Cattolica un dominio incontrastato su buona parte del pianeta. Solo l’America e parte dell’Asia ancora resistono attivamente all’invasore, in una guerra logorante che rischia di sfibrare la Chiesa. La situazione è estrema.
E a situazioni estreme, è il caso di rispondere con estremi rimedi…
Il racconto è interessante, ma rispetto all’overdose degli ultimi tre scendiamo un po’ la china. Uno dei problemi può essere l’abbondanza di PoV, che si dipanano in diverse linee temporali e spaziali, tenute insieme sì dal filo della guerra, ma che a volte possono risultare un poco stranianti da mettere insieme.
A parte ciò, il racconto è comunque divertente, e vedere una Chiesa Cattolica che domina sull’intero pianeta a suon di armi nucleari è un’immagine che possiede un certo fascino oscuro nella sua tragicità.
Buono e godibile.

Rintocchi – Stefano Sciarpa
Sul finire della seconda guerra mondiale, gli scienziati nazisti che lavorano alle wunderwaffen (le armi miracolose che dovrebbero ribaltare il corso del conflitto) sono talmente disperati da fare ricorso a forme di scienza ancora sperimentali, che potrebbero avere gli effetti più imprevisti e pericolosi… ma  allora perché nessuno sembra accorgersi di nulla?
Poco da dire su questo racconto. La pecora nera, come c’è in ogni famiglia.
Consiglio all’autore di mettersi a piantar gladioli.

Squali contro Alieni – Simone Corà
Cosa accadrebbe se i giapponesi si ritrovassero tra le mani un’arma più potente della bomba atomica? Pochi scrupoli morali permetterebbero loro di annientare gli Stati Uniti.
Detto fatto.
Ma se ora l’obiettivo fosse la cara vecchia Europa, unificata da un magnate che se l’è comprata pezzo a pezzo? Cosa si può fare?
L’unica soluzione sembra essere un robottone gigante alto trenta piani…
Mi hanno fregato! Il titolo di questo racconto era fatto apposta per fuorviare e sollevo formale protesta… ma in fondo chissenefrega, è divertente.
Vedere i due italiani che rimangono piano piano stritolati nel corso delle loro stesse azioni è fantastico, e nonostante le immagini sensazionali che si dipanano, il racconto resta credibile sul piano umano.
Il finale è davvero ben fatto.
Ottimo.

Tlaloc Verrà – Alessandro Forlani
L’avventura dei conquistadores è finita in disastro, e gli unici due sopravvissuti hanno attirato sul portogallo le ire di un milione di incas, che li hanno seguiti per tutto l’Atlantico. Ora, decenni dopo, il dominio indiano su alcune città costiere dell’Europa è ben saldo, e si preparano ad espandersi.
Ma cosa accade se uno degli uomini della spedizione originale si mette di mezzo?
Dopo nove racconti tutti almeno buoni, divertenti e godibili, uno non si aspetta certo il rush finale, lo scatto di reni, il crescendo rossiniano.
Invece, eccolo qui. Tlaloc Verrà non solo è scritto bene, ma è forse l’unico racconto della raccolta capace di sollevare vere inquietudini sul destino dell’Europa, sulla nostra civiltà, sul farci chiedere se davvero le cose siano andate nella maniera giusta.
Gli incas che si mischiano agli europei, l’introduzione del baratto subito riportato a sistema capistalistico, i sacrifici umani sempre più visti come cose normali, i contadini che tutto sommato se la passano meglio di prima… sono tutte immagini inquietanti per la nostra coscienza collettiva di bianchi, sani e occidentali.
Proprio ciò che un’ucronia dovrebbe fare.
Inoltre, resta godibilissimo; il finale è qualcosa di straordinario.
Ora, non voglio ergermi a giuria, e non voglio togliere nulla a Kalokagathia, ma secondo me questo sarebbe dovuto essere il racconto vincitore.
Superbo.

E così, siamo arrivati alla fine. Ucronie Impure è stato un’esperienza importantissima per il sottoscritto, in quanto ha contribuito a scalzarmi dall’impasse in cui ero finito con la scrittura. Rileggendo i racconti dell’antologia, sono arrivato alla conclusione che Rintocchi ha il posto che si merita, in quanto l’avevo concepito come racconto sull’ucronia più che di un’ucronia, con anche una certa vena ironica.
Un inquietante divertissement.

Ucronie Impure avrà un seguito?
Qui lo speriamo tutti; nel frattempo, c’è da aspettare che passi l’ultimo mese estivo – il più dannato – e poi si tornerà a lavorare.
Anche da queste parti: da settembre, il blog cambierà.

Ma ne riparleremo.

Annunci