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…wasn’t he?

Il post di ieri è stato apprezzato, e parecchio.
Tuttavia, diciamocelo: i supereroi sono facili da sognarci sopra. Sono buoni, sono forti, sono belli, sono amati da tutti.

Uhm, quasi tutti.
E quelli che non li amano? Quelli che vengono definiti oltreoceano villain, cosa che ti farebbe pensare ad un vecchio contadino rozzo, ma invece sono i supercattivi?
Come la mettiamo con quelli?

Ah, non è mica più così facile.
Tuttavia, mi sono trovato spesso ad ammirare più i villain che gli eroi. In molte storie, tratteggiati in maniera più profonda e più vera delle loro controparti positive.
E se ci immergessimo nel lato oscuro delle cose?

5 – Venom

Sembra un costume. Una roba di ricambio, trovata durante le Guerre Segrete, su un pianeta alieno. Poi torni a casa e scopri che indossarlo aumenta forza, velocità e resistenza; indossarlo provoca euforia. Ed assuefazione…
L’idea del simbionte alieno è una delle migliori che siano mai venute agli sceneggiatori dell’arrampicamuri – lasciando da parte il tragico capitolo del terzo film, beninteso. L’idea di un rapporto mutuo è relativamente nuova per un avversario, che di solito punta tutto sul parassitismo. In effetti, Venom è più complesso di quanto sembri: non è del tutto malvagio, ed anzi con il tempo sviluppa un malato senso di giustizia. Mi piace questo suo dualismo, stuzzica in me l’aspetto della libertà, delle emozioni senza freni. E poi, un villain che ti si spalma addosso come la Nutella non può non essere fantastico.

4 –  Rasputin


Forse un monaco pazzo, interessato alle cose con molti tentacoli ed a scatenare l’inferno in terra non è il miglior tipo con cui andare a bere una birra, ma io lo trovo comunque fantastico. Rasputin (beninteso, quello di Hellboy) rappresenta per me il fascino della conoscenza oscura, dei segreti pericolosi, dello sguardo dell’abisso. L’altra faccia del sapere, quella che scava le radici del mondo che conosci.
Quella che è troppo intrigante  per dire di no.
Fascino lovecraftiano a parte, sembra essere del tutto immortale.
Sono cose che aiutano.

3 – Victor Von Doom

Doctor Doom, quel nome che risveglia vaghi ricordi di sala d’attesa dal dentista, il più temuto scienziato (nonché mago) dell’universo Marvel. Duro, spietato, calcolatore e intimamente conscio di avere costruito tutta la propria vita su uno sbaglio, Von Doom sa anche mantenere la parola data, è capace di (rari) atti di onestà e non è (forse) intimamente malvagio per il gusto di esserlo. Inoltre, nessuno mi toglie dalla testa che abbia ispirato Darth Vader.
Personaggio tra i più tragici, mi affascina come simbolo di tutto ciò che non voglio diventare, che non voglio essere.
Un po’ come quella storia della candela e della falena, che non può fare a meno di avvicinarsi ma sa che si brucerà.
Una roba un po’ come il destino.

2 – Gorthan


Promosso sul campo al secondo posto, Gorthan necessita di qualche presentazione. Capo-Branca Scientifica evroniano (una razza di alieni succhiaemozioni) tra i più capaci, ha effettuato negli anni diversi esperimenti di potenziamento fisico, forse anche sulla sua stessa pelle. Con il tempo,  ha sviluppato una mutazione che l’ha portato a produrre emozioni, anziché cibarsene – e ad avere autonomia decisionale, un errore imperdonabile nella società in cui vive.
Ieratico e fascinoso, Gorthan rappresenta quell’aspirazione alla raffinatezza e alla profondità di pensiero che mi attira in tutti i personaggi di questo tipo, senza per questo rinunciare ad alcuno scampolo di crudeltà.
Dilaniato tra l’appartenenza genetica alla propria razza e l’affinità emotiva ai terrestri, Gorthan è uno dei più riusciti personaggi della (prima) saga di Pikappa, e l’unico ad essere almeno in parte sopravvissuto all’indegna ripresa nella terza serie.

1- Magneto


C’è molta discordanza tra i vari autori sulla caratura, l’emotività ed il grado di perfidia dei villain: basta guardare Van Doom o Venom, le loro relazioni con i supereroi variano con le sceneggiature, e in più di un’occasione sono diventati quanto di più simile agli alleati si possa avere – almeno fino al prossimo scontro.
C’è un caso, però, in cui un personaggio ha mostrato di essere più vicino agli eroi che combatte di qualunque altro: Magneto.
il Signore del Magnetismo non è un uomo malvagio, innanzitutto. Non è del tutto pazzo come Joker, non ha necessità di far del male come (nome a caso) Carnage; ha più o meno gli stessi obiettivi della sua nemesi, Charles Xavier, ma vuole risolverli tramite una guerra, tramite lo scontro, e nella sicurezza di appartenere (lui come tutti i mutanti) ad una razza superiore.
Inoltre, più di una volta si è dimostrato degno di fiducia, aiutando e persino guidando (per un breve periodo) gli X-Man.
Ha una personalità complessa, profonda, contrastata da dubbi, ma riesce anche ad essere granitico nella propria testardaggine – è perfino riuscito a dare una casa a tutti i mutanti, l’isola di Genosha (prima che Cassandra Nova la distruggesse, almeno). Rappresenta la tentazione della via più breve, del rendere le cose facili.
E poi, l’aspetto scientifico, quasi tecnicistico dei suoi poteri, è affascinante – anche se sospetto che nessuno degli autori abbia mai sentito parlare di corrente indotta (o di Fasce di Van Allen), sennò le cose si sarebbero fatte molto più interessanti.
Importante anche il fatto che generalmente gli autori rispettino Magneto, o perlomeno sono consapevoli della sua personalità non del tutto offuscata… fa eccezione Grant Morrison, ed avrò la sua testa per questo (chi ha letto la saga di Xorn sa di cosa parlo).
Ah, sa anche volare.
Che si può volere di più?

I lettori più acuti avranno notato come questo meme abbia una dicitura nel titolo: “Fumetti”; sì, è proprio come temete, ci saranno altre parti di questo meme dedicato ai cattivi, sicuramente nei libri e forse anche nei manga e nei film.

Stay sharp.

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