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Riesco a tornare a scrivere dopo quasi due giorni di silenzio.
Non sono stati due bei giorni.
Al momento sono a letto nell’ostello, con le febbre che sta cercando di scendere dai trentotto gradi ad un livello più accettabile.
Sto cercando di rivedere quello che scrivo e non scrivere di getto, evitando erroracci e frasi ripetute come l’ultima volta.

Diamine, le febbre non vuole andare giù. Ho già consumato le due tachipirine che mi ero portato dietro da casa, e Omar sta cercando di trovare qualcosa di simile in farmacia – ma sembra che niente sia facendo effetto.
Mi sta fumando il cervello… sto scrivendo questo post da quaranta minuti e ho fatto cento parole.

Cerco di non dormire, soprattutto.
La febbre mi infiamma le tempie e mi aggredisce nei sogni.
Non posso dormire.
Ci sono cose che mi cercano, nei sogni.
Se chiudo le palpebre, le pupille mi rimandano a forme sconnesse, colori strani che mi fanno sentire cieco.
Merda.

Non so che cosa mi stia succedendo, ho pensieri strani.
Geometrici.
Ho passato le ultime due ore prima di iniziare questo post  a pensare ad un cubo con nove spigoli.
Dentro una bolla.
Colori sconosciuti, angoli ritorti, curve di Bezier.

Che cazzo sta succedendo, alla mia testa?
Mi fanno male gli occhi.
Devo cercare di tenerli aperti.

Non voglio dormire, non voglio che le cose che si agitano ai limiti del mio sguardo mi prendano.

Non voglio.

 

Spero di star megl

 

 

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