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Come se non bastassero i rischi per i blog della comma 29 della legge sulle intercettazioni in discussione in questi giorni, ora c’è pure la possibilità che la wikipedia italiana possa chiudere.

Dopotutto, come farebbe un servizio simile a rimanere on line, quando nei suoi archivi ci sono milioni di informazioni che danno noia a migliaia di persone – un esempio pratico, le biografie di politici, uomini d’affari et cetera.

Tutte rigorosamente verificate e verificabili, ma con la nuova legge chiunque potrebbe pretendere la cancellazione di qualunque cosa scritta su internet, indipendentemente dalla veridicità della cosa.

Dunque se io scrivo che la testa di Tizio è rotonda, lui può presentare una mail in cui afferma che ciò è lesivo della sua dignità e mi imponde di:

1) Cancellare suddetta informazione: la testa di Tizio è rotonda.

2)  Sostituire l’informazione con una di suo gradimento: la testa di Tizio è quadrata.

Il tutto entro 48 ore.

In questi giorni, ho provato a lavorare al blog, ma francamente mi ha preso la depressione. Se il DDL passa, rischio di dover spostare la piattaforma, e il pensiero mi abbatte.

Ma alla fine il mio è un minuscolo blog di terzo piano; cosa succederà ad altri siti che si occupano di letteratura? Come faremo a pubblicare recensioni, a far crescere quella comunità di autori  che si stava sviluppando in questi anni?

Francamente, io sono depresso.

Anche se non mi arrenderò.

Speriamo a presto.

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