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Giuro su tutto ciò che mi è caro che non avrei mai scritto questo post se non fossi venuto a sapere di alcune cose, tra cui il fatto che, dopo vampiri e lupi mannari, toccherà agli zombie essere soggetti a storie d’amore improbabili.
Se anche i mangiatori di carne sono ridotti così, se anche l’ultimo tabù è caduto, dove andremo a finire?

Probabilmente in una delle tre alternative che propongo io.
Punti bonus se indovinate le storie precise.
Datemi un la, prego.

Wilbur era un incompreso.
Nascosto all’ultimo banco, con il naso sempre affondato tra le pagine di un libro, solo e bistrattato dai compagni di Università.
Ma per Clara, giovane studentessa di Lingue Antiche, il naso aquilino di Wilbur, il suo mento sfuggente e la sua presenza all’Università nonostante avesse soltanto dodici anni erano segni di un portamento nascosto, di una forza interiore che lei, e soltanto lei, poteva dischiudere.
Assieme a tutto un mondo di forze sconosciute contro cui lei e WiIlbur dovranno combattere… se vogliono aver salva la vita.

Una tranquilla cittadina costiera si stava rivelando per Laura il mistero più intrigante della sua vita.
Forse era la scomparsa di vita dalle strade dopo una cert’ora?
Forse era l’aria di alghe, pesce e sale che si respirava in ogni angolo, non importa dove soffiasse il vento?
Forse era Barnabas, con i suoi occhi dallo sguardo fisso e penetrante, la bocca sempre aperta in una fessura a mostrare domande, la pelle di un’esotica sfumatura verdastra.
Ma ora è venuto il momento per Laura e Barnabas di scoprire se ci può essere davvero un futuro per loro, sia esso sulla terraferma… o sotto le onde del mare.

A Irene poco importava.
Poco importava che nessuno si sedesse nell’ultima fila.
Poco importava che la prima – ed unica – persona ad averci provato si fosse dissolta in cenere grigia.
Lei avrebbe penetrato il mistero del giovane all’ultimo banco, quello con quella strana tinta ultraterrena, venuto dalla campagna come molti altri, dopo la costruzione della diga e l’alluvione dei campi.
Anche se studenti, professori e ricercatori si metteranno tra lei e il suo obiettivo… anche se cercheranno di ricondurla alla ragione con futili motivi, come la lenta trasformazione della vita vegetale ed animale attorno alla scuola in cenere… lei non si sarebbe fermata di fronte a nulla.

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Con tutto che, alla fine, quello che mi fa specie è soltanto l’utilizzo commerciale e strizzato fino all’osso di un tema letterario che per me si avvicina al sacro: l’amore contrastato.

Non mi oppongo del tutto a romanzi come Twilight e similia, possono avere una loro (per quanto ai miei occhi del tutto sconosciuta) ragion d’essere, anche non letteraria. Dopotutto, la carta è sempre un derivato della legna da ardere.
Soltanto, la prossima volta, cercate di metterci un piccolo… colpo di scena. Avete dei mostri, nati da lunghissime tradizioni popolari e immortalati in alcuni dei più grandi romanzi dell’Otto e Novecento, cercate di spremerne un po’ di conflitto!

Che so, qualcosa tipo:

Vampiro che cerca di smettere chiuso in ascensore con donna emofiliaca.

Ecco, questa sì sarebbe una storia che mi garberebbe leggere…

Ah, io manco mi sono azzardato a immaginare dei titoli per le tre… alternative che ho proposto. Siete liberi, a vostro rischio e pericolo, di provarci.
Tanto a questo punto la sanità mentale non è certo più un problema.

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